Oct 29, 01:22 AM pubblicato in Attualità da

La ricorrenza dei defunti

   In occasione della ricorrenza dei defunti anche il nostro piccolo cimitero accoglierà, come sempre, la massiccia partecipazione di persone che vi faranno visita. Numerosi saranno anche quest'anno coloro che verranno da lontano per ricordare i propri cari, amici e parenti.

   Le tre messe programmate per la mattinata del giorno 2 novembre, saranno celebrate dal nostro parroco don Angelo nei seguenti luoghi ed orari:

ore 08.30 presso il cimitero
ore 10.00 nella chiesa di S. Giovanni
ore 11.30 nella chiesa Madre

La fossa comune delle vittime del 23 luglio 1930

   Il nostro ricordo per tutte le persone scomparse.
   Rivolgiamo, in particolare, un pensiero a tutte le vittime del 23 luglio 1930, ricordando quei momenti apocalittici con una breve descrizione di quella tragica notte tratta da un componimento scolastico di Rodolfo Guerrizio:
"Mille e mille stelle, una notte d'incanto quella del 23 luglio 1930! Ma una calma impressionante! Un'afa insopportabile! Non il piú piccolo alito di vento. Gli uomini si beavano in un sonno profondo e ristoratore dalle fatiche del giorno. E l'agguato covava nell'ombra! E il gigante si preparava a scuotere la terra, a sterminare le case e gli uomini e a disseminare ovunque strage e distruzione! L'eco della campana dell'orologio di piazza si era appena spento, battendo un solo rintocco, quando il flagello si abbatté con la sua furia devastatrice, sconvolgendo la terra e martirizzando gli uomini. La durata di un lampo, la veemenza di un fulmine, un caotico avvicendarsi di sussulti e di tremiti, uno scatenarsi di bagliori accecanti e di boati paurosi. Alta nel cielo l'ombra tragica della morte e l'ossuta mano a menar pazzamente la falce mietendo. . ."

   Durante questi giorni, in un passato non molto lontano, i ragazzi si divertivano a trasformare le zucche in teschi illuminandone l'interno con un lumino od un cero e, ancora, nel corso della mattinata del 2 novembre giravano per le case chiedendo legumi lessi dicendo:

Cicce cuott ap-pe l’ànema re li muort
e cicce crúre ap-pe núie creiatúre!
e si nun-ge ne vuoie ra’,
chi te puozz scàura’!
cícere  aggrappuleiàte,
ap-pe l’ànema re li suldàte;
cícere arrestúte,
ap-pe l’ànema re li curnúte.

(Chicchi cotti per le anime dei morti
e chicchi crudi per noi bambini!
e se non ce ne vuoi dare,
che ti possa scottare!
ceci raggrinzati,
per l’anima dei soldati,
ceci abbrustoliti,
per l’anima dei cornuti.)