Nov 1, 08:03 PM pubblicato in Cultura da webmaster

Due novembre, il legame tra generazioni passate, presenti e future

L’Italia della tradizione contadina, quando la sera del primo novembre tutte le famiglie aspettavano il ritorno dei cari estinti che nella notte sarebbero passati a visitare i luoghi a loro cari.

La fossa comune delle vittime del 23 luglio 1930

   La memoria delle generazioni passate insegnamento di vita. Durante questi giorni, in un passato non molto lontano, i ragazzi si divertivano a trasformare le zucche in teschi illuminandone l’interno con un lumino od un cero e nel corso della mattinata del 2 novembre giravano per le case chiedendo legumi lessi dicendo:

Cicce cuott ap-pe l’ànema re li muort
e cicce crúre ap-pe núie creiatúre!
e si nun-ge ne vuoie ra’,
chi te puozz scàura’!
cícere  aggrappuleiàte,
ap-pe l’ànema re li suldàte;
cícere arrestúte,
ap-pe l’ànema re li curnúte.

(Chicchi cotti per le anime dei morti
e chicchi crudi per noi bambini!
e se non ce ne vuoi dare,
che ti possa scottare!
ceci raggrinzati,
per l’anima dei soldati,
ceci abbrustoliti,
per l’anima dei cornuti.)
A Orsara di puglia le zucche rappresentano le teste delle anime del purgatorio che la notte fra il primo e il due novembre attraversano le strade del paese illuminate a giorno dalle fiamme dei rami di ginestra per rischiarare il cammino degli antenati.
Per strada si banchetta col Grano bollito addolcito col vino cotto, cipolle, uova e castagne cotte sotto la cenere.
Ai bimbi siciliani i morti arrivati in visita durante la notte dei defunti portano regali:
bambole, fucili, cesto di taralli e pupi di zucchero.La notte, mentre i morti girano per la casa per consegnare i regali,i bambini devono dormire, se sono svegli ti cattigghiunu i pedi (graffiano i piedi).
In lombardia si lascia in cucina un vaso di acqua fresca perchè i morti si possano dissetare, la mattina ci si alza presto e si rassetta subito il letto perchè le anime dei morti possano riposare qualche ora.
In Abruzzo si lascia la tavola apparecchiata e si accendono lumini alle finestre, tanti quante sono le anime dei defunti.I bambini vanno a dormire con un cartoccio di fave e confetti, legame tra generazioni passate e future.
A Perugia c’è la fiera dei morti che segna il passaggio tra la bella stagione e l’inverno. Si mangiano gli stinghetti dei morti, dolcetti a forma di fave.
In Romagna fiera dei morti. Qui i bambini andavano nelle case a chiedere la "carità di Murt".
In Liguria preparavano “bacilli"(fave secche) e "balletti"(castagne bollite). alla vigilia i bambini si recavano di casa in casa per ricever il "ben dei morti": fave, castagne e fichi secchi.