Apr 9, 08:47 PM pubblicato in Cultura da webmaster

Sandu Uìto pìccelo, la festa campagnola.


S.VITO Patrono di Aquilonia (AV).
Nato a Marsala (Sicilia) nell’anno 286 d.C., Vito rimase orfano di madre e fu affidato alle cure di una nutrice cristiana di nome Crescenzia e di un educator, pure lui cristiano di nome Modesto, che di nascosto dal padre lo educarono alla fede cristiana.
La leggenda racconta che il piccolo Vito già all’età di sette anni compiva miracoli.
La persecuzione di Diocleziano iniziata il 23 febbraio 303, raggiunse ben presto la Sicilia, dove numerosi credenti preferivano morire piuttosto che rinnegare la propria fede.
Il padre di Vito, scoperto che il figlio era cristiano cercò di strapparlo a quella fede, ma ottenuto un rifiuto dal figlio, lo denunciò egli stesso alle autorità.
Vito fu imprigionato e torturato subendo tutto questo con coraggio e con gioia per essere simile al Signore sulla croce. A questo punto la storia si mescola con la leggenda che lo vuole liberato da un angelo e portato in Lucania dove continuò il suo apostolato.
La sua fama di esorcista giunse fino all’imperatore Diocleziano, che gli chiese di liberare il figlio posseduto da un demonio.
Nonostante ciò fu lo stesso Diocleziano che in seguito ne ordinò l’uccisione che avvenne presso il fiume Sele. Più probabilmente fu portato prigioniero insieme ai suoi istitutori in Lucania, dove avvenne il martirio.
Sandu Uíto píccelo

   Nella mattinata del 9 maggio un corteo processionale, partendo dalla Chiesa Madre, raggiunge la badía di S. Vito. Come da tradizione tutti i fedeli, prima di entrarvi, compiono i tre giri intorno alla Chiesa.
   In questa giornata i gestori delle case coloniche (cambíse) producevano e donavano formaggio alla Chiesa ed ai fedeli presenti, mentre i giovani costruivano corone di fiori e frutta da utilizzare durante la processione, gareggiavano nel suonare il campanone della badía e si sfidavano in giochi di vario genere.
   Il pranzo era costituito da: cannazz, agnellone, frittata con salsiccia, lupini, nocciole, arachidi, carrube e torrone.