Jun 1, 01:25 AM pubblicato in Cultura da webmaster

Le strade dell'Irpinia dal 1790

Veduta satellitare del Formicoso dove, in contrada Pero Spaccone, è prevista una delle megadiscariche. La strada consolare dei due principati porta ancora sviluppo e benessere!

La questione della viabilità.
Per la posizione geografica periferica e per la precaria viabilità, Carbonara risultava chiaramente limitata nello sfruttamento delle risorse e nella possibilità di intrecciare contatti umani. Nel Principato Ultra, i punti di riferimento della vita economica erano le strade rotabili: il collegamento con i paesi più interni, orientati verso la Puglia, avveniva tramite la Avellino-Bisaccia che, a partire dal circondario di Montemarano, si presentava con scarsi tratti rettilinei, con forti problemi di pendenza, con pochissime strutture di fabbrica, ma soprattutto, dopo Bisaccia, si interrompeva per immettersi su ardui sentieri montani tramite i quali si effettuavano le comunicazioni con i paesi limitrofi.
Il “Regio Visitatore” Giuseppe Maria Galanti, nella sua relazione del 1790, sottolineava, per il Principato Ultra, il vantaggio di essere attraversato da una strada consolare, che è quella detta di Puglia, ma quando mancano le strade laterali e nelle altre parti, sarà sempre vero che d’inverno il traffico si rende difficile e la comunicazione rara. Mentre si pagano tante prestazioni feudali e tante decime, non si trovano poi fondi per costruire le strade, donde si potrebbe così facilmente ottenere il doppio di popolazione, il doppio di facoltà e di fortuna.
Nella descrizione geografica e politica delle Sicilie, il Galanti ha illustrato le tappe del ramo di Melfi: sulla strada di Puglia vi è il cammino del procaccio di Melfi che non è rotabile. La costruzione della strada consolare per Melfi venne sollecitata, con una istanza al re, nel 1806, dall’intendente Mazas. Il 16 ottobre 1806, l’Ispettore delle Strade e Ponti del Regno, il Conte della Rocca Marigliano, spedì un dispaccio agli amministratori, Sindaci ed eletti di Avellino, Atripalda, Candida, Parolisi, S.Potito, Salza, Volturara, Montemarano, Montella, Cassano, Bagnoli, Castel di Franci, Nusco, Torella, S. Angelo, Lioni, Rocca S. Felice, Guardia, Andretta, Morra, Bisaccia, Calitri, Cairano, Conza, S. Andrea, Cedogna, Rocchetta, Monteverde e Carbonara, specificando che le opere pubbliche venivano realizzate a spese dei comuni interessati: Avendo Sua Maestà benignamente annuito all’antico universal desiderio di queste popolazioni, di formarsi una nuova strada rotabile d’Atripalda a Melfi, per indi poi continuarla fino a Lecce e così facilitare l’intero commercio, certa, se non unica sorgente di ogni comodo e ricchezza,...nell’esecuzione dell’opera suddetta, ho determinato e stabilito che, prendendosi per ora in considerazione il solo tratto della Taverna della Città di Avellino, denominato Punteruola, fino a Venosa, si abbiano da me a destinare cinque cassieri da risedere in Atripalda, Montella, Guardia Lombarda, Carbonara e Melfi, presso de’ quali saranno da ciascuna delle infrascritte Comuni depositati i prodotti de’ fondi che verranno destinati alle spese necessarie per detta strada.
L’Intendente Mazas, il 20 luglio 1807, comunicò, ai Governatori de’ dietroscritti luoghi, l’itinerario della consolare: Per la costruzione della strada nuova, che da Atripalda deve arrivare fino a Venosa, il signor conte Della Rocca Marigliano, Ispettore delle Strade e Ponti del Regno, mi ha fatta pervenire il bando da quella ispezione spedito per la formazione di tale strada, la quale deve avere la seguente direzione, cioè da Atripalda deve passare per S.Potito, per Parolise, per sopra l’abitato di Salza, per la cappella del Fosso alla parte settentrionale del piano di Volturara, e, girando per la parte orientale del piano medesimo, passa per la salita delle breccelle, sopra la cappella di Cruci per mezzo l’abitato di Montella, per sotto Cassano, per ponte Lomito, per lo Passo di Manteca, per le sorgive dell’Ofanto, per l’osteria del passo, per sotto S. Angelo, per l’osteria di Guardia Lomabrdi, per li piani della Guardia, per la Difesa del Formicoso, perl’osteria della cavallerizza vicino Bisaccia, per Lacedonia, per lo ponte di S. Venere, per l’osteria della Rendina e per Sanzaniello fino a Venosa.
Per le spese di costruzione della strada consolare per Melfi, i cittadini furono tassati per lunghi anni: il reperimento dei fondi era un’azione odiosa e i richiami dell’intendente e del sottintendente di S. Angelo dei Lombardi ai sindaci morosi erano imperiosi. La fase ultima con lo spargimento di pietrame sulla carreggiata si protrasse per lunghi anni e ufficialmente si potè dire terminata nel 1832, ma per altri due decenni ancora si parlò di lavori in corso pur volendola chiamare col classico termine di consolare. (tratto da P.M.)