Jul 12, 11:53 AM pubblicato in I grandi terremoti in Italia da webmaster

La terra ballerina

Il terremoto del 1851 in Basilicata, disegni dal vivo

MONTEVERDE. La sotterranea potenza però non ha limitato la sua sterminatrice azione nel solo Distretto Melfitano; poichè nelle limitrofe Provincie di Principato Ultra, e di Capitanata si riconoscono ancora le lagrimevoli reliquie di tanto flagello. Sei miglia lungi da Melfi, su di un erto colle trovasi edificato Monteverde, paese di circa 2164 abitanti del Principato Ulteriore, ed un tempo sede Vescovile, che nel 1531 da Clemente VII si univa all’Arcivescovado di Nazaret. Soffrì non poco colla vicina terra di Carbonara pel tremuoto del 1694; ma d’assai maggiori sono i danni patiti per i presenti; poichè la sua piccola Cattedrale, e circa cinquanta edifizii veggonsi in parte abbattuti, o fortemente crepolati, non escluso il Castello, opera de’ mezzi tempi. Un forte rombo annunziava l’imminente orribile flagello, cui succedea prima un forte balzare, e poi l’ondeggiar del suolo. Ed eran questi commovimenti cotanto gagliardi, che una collina al nord del paese, detta Lavagna da quei naturali, franava dal lato orientale. Una donna di gentil condizione, trovandosi sulla via, e spaventata da tanta rovina, mentre correa nella vicina casa per trarne fuora una sua figliuolina che ne montava le scale, i piombanti sassi delle già disfatte mura, nell’eterno silenzio seppellivano coll’innocente figlia la desolata madre.
CARBONARA. Quella fisica potenza che tanto fortemente avea scosse le terre di Monteverde, quasi affatto si estinguea alla distanza di poco più di due miglia in linea retta, alle falde orientali del Monte Agnone. Ivi su di ridente collina è sito Carbonara, paese dello stesso Principato, abitato da circa 2286 individui. Abbenchè le case avessero ondeggiato con sufficiente forza, due fenditure nella volta della Chiesa madre, edifizio di ben intesa costruzione, costituiscono l’unico danno che vi si nota. Giacomo M. Paci 1851.